venerdì, 13 novembre 2009
Di mattina un banchetto al Testaccio, quartiere romano, di pomeriggio a ricevere clienti in un appartamento all'altro capo della città. Né la figlia né la nipote di 18 anni al corrente dell'attività di prostituta. Adesso che l'hanno massacrata con un tubo di ferro, adesso che la sua famiglia è disperata perché L. aveva solo 55 anni, era amatissima, non si sa chi sia l'assassino, i media trovano normale pubblicare ogni dettaglio della sua vita, ricamarci sopra (il fidanzato è diventato "gli amanti ricevuti anch'essi nello stesso appartamento, e all'oscuro che la donna si prostituisse"), sbattere su pagina il cognome della poveretta massacrata. La famiglia dovrebbe chiedere i danni a questo paese disgustoso, a questa stampa vomitevole.
Vorrei ricordare che L. è una vittima. E che il diritto alla privacy è una gran buffonata.
martedì, 18 agosto 2009
Tra i messaggi privati, alcuni pieni di ammirazione e sorpresa (sono le parole usate) e tre molto critici con ciò che appare una mia eccessiva tolleranza o un mio incomprensibile gusto per la stravaganza o ancora una mia quasi masochistica ostentazione di libertarismo (parole usate, anche qui) in seguito al fatto che ogni tanto su questo blog appaiono commenti insultanti. In particolare, queste persone si riferiscono al lungo seguito avuto dal mio post sul prof. Antonino Sodaro - se vi interessa, andate a leggere; mi pare si chiami "Il professore e l'anarchica" -.
Questi appunti sono tutti, nella sostanza, molto gratificanti per me. Anche quei tre in cui praticamente mi si taccia di eccessi di apertura verso chi usa linguaggi, modi, toni volgari e che intendono ferire. Ringrazio pubblicamente e, come si dice, colgo l'occasione per spiegare una cosa.
A volte mi viene voglia di lasciar perdere. Chi proprio non vuole altro che sfogare rabbia e cercare il sangue forse, così, sarebbe costretto a placarsi. Però non riesco a fare a meno di andare da un'altra parte...
Andare verso chi grida e accusa e la butta sul personale e vuole ferire. Perché questo, proprio questo mi sembra - sarò utopista? - che conti più di ogni ragionamento su singoli fatti: imparare a praticare l'ascolto e aiutare gli altri a farlo, imparare a capire quanto sia bella e produttiva e semplicemente piacevole la gentilezza e non smettere di usarla.
Poi, è chiaro, un'altra parte di me prova istinti selvaggi. E non è detto sia la parte meno evoluta, perché ci sono volte in cui razionalmente, ma proprio razionalmente, le mani al collo di qualcuno penso che dovrei proprio metterle.
Intanto però, finché è possibile, continuo a star dietro a chi sbraita, a usare - pessimamente, mi dicono molti - il mio tempo per dirimere malumori, sedare risse, tentare di far desistere dall'insultare chi scrive qui e, soprattutto, chi scrive sulla mia bacheca di facebook (lì gli attacchi le persone se li fanno tra di loro, non a me).
E' un momento in cui penso che occorra fare tutto il possibile anche soltanto per far rilassare un attimo chi ha tutti i muscoli tirati come se dovesse costantemente affrontare dei nemici.
Chiaro: mi passerà.
Chiaro?
Macché. Da queste parti, certezze zero...
martedì, 11 agosto 2009
Sapete, proprio non ce la faccio più con i giornali. Poi ogni tanto li guardo, forse li leggo, certo mi offendo. Mi offendo per i pregiudizi, le sciocchezze, il ravanare nelle vite altrui, le categorie sballate in cui si mettono cose e persone, le notizie che trovo e che non dovrebbero esserci, quelle che non trovo e che so bene perché non ci sono.
D'altra parte la controinformazione non è quella che crediamo sia. La manipolazione è arrivata anche lì. Sul black out di facebook e twitter è uscita questa storia della caccia a un singolo utente... tutti hanno abboccato perché affascinati dal mito del Grande Fratello. Siamo cauti, please. Da dove viene questa roba? Ci piace e appare veritiera solo perché conferma l'idea che i network siano nelle mani di gruppi potentissimi che, appunto, hanno il potere di fare qualunque cosa? E se dietro ci fosse altro, ben altro, e anche questa notizia dunque fosse stata diffusa ad arte?
Io leggo, quando compro Il Messaggero, l'oroscopo di Branko. Dato che non so farmelo da sola perché, diciamo così, troppo coinvolta (ho ancora un ego, mi pare pazzesco ma è così). Almeno è una cosa pulita, onesta. E pure, dato che Branko è bravo, attendibile.
giovedì, 06 agosto 2009
E' ricominciato da lunedì il programma "Cattivi Pensieri" su Radio2, a mezzanotte ogni giorno dal lunedì a venerdì, per cinque settimane.
Stanotte parleremo (insieme: 800800002 per telefonare e intervenire in diretta) degli adulti che non vogliono crescere.
venerdì, 31 luglio 2009
Non sono una vera giornalista/cannibale. Non riuscirei a sopportare l'automatismo dello scatto da corvo sulle spoglie dei cadaveri. Non sono neppure una vera giornalista/informatrice, ho troppo la propensione a voler scegliere tra le notizie quelle che mi interessano e separarle da quelle che mi sono indifferenti (questa è la prima forte e pericolosa censura, non dimentichiamolo mai; io, almeno, dichiaro che non potrei fare a meno di praticarla).
A me non piace stare sulla notizia", "coprire la notizia". Già queste espressioni la dicono lunga sul cannibalismo dell'avventarsi su fatti cose persone che avrebbero invece bisogno, molto bisogno, di riflessione, attenzione, ascolto e cura.
Parlo quindi soltanto adesso di alcune delle nuove norme per i clandestini.
Chi arriverà in Italia senza un permesso regolare non soltanto verrà espulso, ma pagherà fino a 10 mila euro di ammenda.
Dove questa persona potrà trovare 10 mila euro non si sa. E non importa a nessuno. Quel che conta è che lo spauracchio della punizione riesca a frenare - fa anche rima - l'invasione. Dunque avrebbero potuto mettere 100 mila al posto di 10 mila, o 3 mila, o anche 300. Per chi non sa neppure come procurarsi un pezzo di pane, la differenza è minima.
Gli irregolari potranno rimanere fino a 6 mesi nei centri di identificazione ed espulsione. A fare cosa non ho capito. A disperarsi, angosciarsi, prendersi malattie del corpo, della mente e dell'anima. A covare e spesso mettere in atto propositi suicidi (quanti di voi sanno il numero dei suicidi in questi luoghi? tanto per restare in tema di informazione...).
Medici e dirigenti scolastici potranno, volendo, "non" denunciare i clandestini. Tutti gli altri "dovranno" farlo. Saremo trasformati in un popolo di spietati delatori. Noi Italiani, che ai tempi delle leggi razziste abbiamo, in una gara di fraternità o anche semplice buonsenso, salvato tanti Ebrei.
Una donna clandestina che partorisca in Italia potrà o non potrà riconoscere e quindi tenere con sé il proprio figlio? Ci sono molti giuristi, oltre che molti politici, che ritengono sia lecito e tecnicamente ineccepibile che questi bambini vengano adottati. Ecco il cavillo: per l'anagrafe scatterebbe l'obbligo di denuncia, in seguito a ciò il bambino diventerebbe adottabile. Non fa una piega.
mercoledì, 22 luglio 2009
Non avete, non abbiamo idea di quante persone si uccidano in carcere.
Poco più di due mesi fa, è stata la volta di una donna di 44 anni, tunisina, Nabruka Mimuni, due figli. In Italia da più di 20 anni, è stata "catturata" dalla polizia mentre, in coda alla questura, cercava di rinnovare il permesso di soggiorno. Buttata in carcere, quando le hanno comunicato che sarebbe stata espulsa si è impiccata in bagno.
Io vivo in un paese che ha leggi assassine ed esecutori assassini.
martedì, 14 luglio 2009
Secondo Beppe Grillo, quelli che dicono che non ha i requisiti per essere ammesso nel Pd "non hanno letto lo statuto".
Può darsi.
Come può darsi, e questo lo dicono in tanti, che lì ci siano "regole contraddittorie e confuse che lasciano il campo aperto a candidature 'fai da te' " (tra virgolette la dichiarazione di Filippo Penati, area Bersani).
(Velocemente un sorriso alla smorfia di disgusto che immagino abbia fatto Penati pronunciando l'espressione "candidature fai da te" che a me invece appare definire una categoria di candidature lecita e auspicabile, e andiamo oltre.)
Non capisco la posizione di chi la butta sulla mancanza di ironia del Pd. Lo fa, ad esempio, il giornalista e scrittore Fulvio Abbate. Quale ironia dovrebbe avere il Pd? E come si fa a non capire che invece il Pd sta cercando, ovviamente coi suoi modi goffi e i suoi tempi sbagliati e la sua mentalità tutt'altro che aperta al nuovo, davvero sta cercando di liquidare il tutto scherzandoci sopra. Ma è un'idiozia. Grillo da tempo non scherza affatto, i dati che porta sono autentici, i ragionamenti che fa sono logici, le trame che svela sono reali. Dunque, va preso molto molto sul serio.
Ancora una volta il Pd sceglie però di discutere su questioni marginali e si precipita a mostrare le divisioni interne. Qualcuno attacca le regole poco chiare, altri insorgono contro le primarie, qualcun altro apre cautamente a Grillo (il solito Marino, ora un po' pauroso dopo le bacchettature recenti), e c'è chi alza le spalle e con noncuranza sibila che si tratta di boutade e provocazione (Fassino; a proposito, ma è boutade o provocazione? o le due cose sono diventate sinonimi?), infine, chi la mette sul tecnico (come fa a iscriversi in un comune dove non risiede?).
Proprio non vediamo l'ora di essere governati da questi qua.
Se reagiscono così di fronte a un super problema come l'autocandidatura di un ex comico, possiamo ben sperare in pronti e lucidi interventi di fronte a quisquillie tipo crisi economica, alleanze internazionali, immigrazione, diritti umani, lavoro e sanità. Saranno compatti, decisi, con idee chiarissime, bravissimi. In una parola: vere "schegge".
domenica, 12 luglio 2009
Questione morale. Si potrebbe già ridere. La stragrande maggioranza degli Italiani ha l'idea (qualunquista? fondata? non so, intanto ce l'ha) che la stragrande maggioranza dei politici siano immorali. Dunque quel sostantivo abbinato a quell'aggettivo è, in questo momento e relativamente a chi lo pronuncia, ridicolo.
Ma insistono. E come al solito ne fanno pretesto per insultarsi tra loro, cercare di regolare i conti (cercare: li regolassero una volta per tutte saremmo sollevati), nutrire le loro ambizioni.
Il medico-politico Marino (arrogante e poco amabile soggetto) pontifica e denuncia: lo stupratore (attenti, però: non è stato ancora condannato) faceva parte dei quadri del Pd, questo dimostra l'incuria, la pratica illecita di scegliere le persone in base ad altro che al loro valore, ecc ecc. Marino ricorda che già 13 anni fa il probabile stupratore ebbe guai per una cosa simile.
Insorgono tutti, da Franceschini a Bersani alla Bindi. Con giri di parole più o meno sferzanti, accusano Marino di essere uno in cerca di visibilità e a caccia di potere, ma soprattutto di non lavare i panni sporchi in casa.
Il problema, ovviamente, è che non sanno come rispondere a tono e in merito.
domenica, 05 luglio 2009
Tiziano Scarpa vince il premio Strega e naturalmente scoppiano le polemiche. Sugli editori, sul libro stesso (parrebbe copiato nella trama).
Leggendo un po', giusto perché ero ieri sulla spiaggia e i miei amici hanno la curiosa e deleteria mania di leggere vari quotidiani, mi imbatto nella visione della letteratura di Tiziano Scarpa. Buttata lì senza commenti, con tranquillità, come si trattasse di cosa da passare sotto silenzio, che non faccia la differenza e non susciti nemmeno uno straccio di reazione.
Secondo lo scrittore, non è possibile (o non è più possibile, non ho capito bene) scrivere delle proprie esperienze personali, di vita vissuta. Si attinga alla narrativa. Si scriva basandosi sul patrimonio scritto che già esiste. Quella è l'esperienza in base alla quale si possono/devono scrivere romanzi.
Contento lui. Contenti i lettori. Indifferenti i critici.
Ma come sono contenta io che sia esistita gente tipo Gregory Corso, Rimbaud, Jack London, Petrarca, Dostoevskij, Majakovskij, Thackeray, Sylvia Plath, Hemingway, Carlo Levi, Primo Levi, Leonardo Sciascia...
Mi accorgo che devo fermarmi. Perché ne ho spariti alcuni un po' a caso, ma dovrei andare avanti per centinaia di righe.
Che delirio di sterilità e rassegnazione, la posizione di Scarpa e di chi la pensa come lui.
venerdì, 03 luglio 2009
Questa mania del leader. Il puntare tutto sul leader. Il sentire la mancanza di un leader. L'accusare dello sfracello il leader.
La sinistra dovrebbe essere altro.
E' altro.
O non è.
Ma può darsi che io mi confonda. In fondo, i comunisti hanno sempre puntato tutto sul leader, analisi economiche e profetiche a parte.